
Valérie
Tasso
a cura di Valeria (traduzione di Alex Holgado)
ottobre 2008
E' nata e cresciuta in Francia, dove si è laureata
in direzione d'impresa e lingue. Dal 1992 vive a
Barcellona dove è stata dirigente presso alcune
multinazionali. Il suo primo romanzo, "Diario di una
ninfomane", è giunto alla quindicesima edizione ed è
stato tradotto in nove lingue. Il successivo, "Paris La
Nuit", è il diario di una scoperta degli angoli più bui
e perversi di Parigi. Di lei, trovate tutto e ancora di
più sul suo sito.
In una tua intervista dici che in
Paris La Nuit dei fatti che racconti non hai
inventato nulla. Provocazione o solo voglia di
raccontare il lato buio di Parigi?
Né una cosa né l'altra. Per provocare ci vuole
un talento speciale e comporta abbandonare la morale
stabilita in modo cosciente. Nel mio caso, ho cercato di
trovare un linguaggio demoralizzatore perché è l'unico
modo per poter parlare di sesso senza dare giudizi.
Questa non è provocazione, ma anzi abbandonarla.
Paris La Nuit è il diario di
una scoperta. Come nasce l'idea di scrivere su un lato
di Parigi che pochi conoscono?
Molto semplicemente. Un giorno mi stavo
masturbando fantasticando su una precedente relazione
con Mimi. Dopo ho pensato: e se raccontassi la storia
dall'inizio alla fine?
Diario di una ninfomane è
stato il tuo primo lavoro giunto alla quindicesima
edizione e tradotto in nove lingue. Ti aspettavi un
successo così ampio?
Non si può mai aspettare una cosa prima che
succeda. Anche se vado contro a quello che dice molta
gente, io credo che nulla dipenda da noi.
Quando ti sei resa conto che scrivere
non era più solo una passione ma che ti avrebbe dato
momenti di vera celebrità?
Non me ne sono ancora accorta.
Diario di una ninfomane:
titolo bollente, direi. Esperienze forti sul filo del
feticismo e della perversione. Ma ho notato che bisogna
tenersi pronti, alla fine, anche a una sorta di
sentimentalismo finale. Il sesso non può fare a meno di
camminare di fianco all'amore?
Il sesso è il sesso e si fa in ambiti
emozionali diversi. L'amore è una condizione emozionale
e un atto culturale che si basa su un patto. Ah! E io
non me ne intendo di perversioni.
Ti sei avvicinata alla letteratura con
Marguerite Duras. I suoi scritti sono pieni di silenzio:
ogni opera è romanzo, poema, sceneggiatura. La trama
viene quasi distrutta per dar vita ai personaggi
partendo dal loro interno e con il passare del tempo la
sua scrittura perde spessore e diventa sempre più
simbolica. Trovi qualche somiglianza tra il tuo e il suo
modo di scrivere?
Non saprei mai scrivere come Marguerite Duras.
Io sono Valérie Tasso. Complimenti per la tua brillante
analisi dell'opera di Duras. Molto azzeccata. Condivido
con lei (e con te) il fatto che non ci sia migliore
scenografia di un gesto, né un argomento più convincente
di una perdita.
Conosci la prostituzione molto da
vicino. Cosa ti ha portato quell'esperienza? E c'è un
episodio che ricordi in modo particolare?
Lo stesso che essermi laureata in direzione di
aziende, di aver ottenuto un master in sessuologia o di
aver viaggiato in tanti paesi. Con questo voglio dire
che la prostituzione mi ha dato conoscenza (soprattutto
di me stessa). La prostituzione è stigmatizzata così
tanto che sembra generi condizione, un po' come succede
con il battesimo: da quel momento sei cristiano e solo
cristiano. E da quando hai esercitato la prostituzione,
sembra che tu sia stata prostituta e solo prostituta.
Una domanda per te come per tutti gli
altri autori intervistati è d'obbligo: se dovessi
associare l'erotismo a un colore, quale colore
sceglieresti?
Non saprei scegliere un colore per l'erotismo,
ma tanti colori. Qualche forte dose di rosso, qualche
tocco di azzurro, una mescola di giallo vistoso, mi
ispirano. L'opera di Francis Bacon è la cosa più erotica
che io abbia mai visto. Racchiudere l'erotismo in un
unico colore è come pensare che esista un solo tipo di
erotismo e, in fondo, ogni persona ha il suo proprio
senso erotico e cambia a seconda dello stato d'animo.
Purtroppo, la nostra cultura ha bisogno di definizioni
precise per capire meglio e per controllarci meglio. Ti
sei accorta di come cerchino di venderci un modello
universale d'erotismo? |
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1 Commento:
Luana
27/10/2009
Ciao Valérie, sono una tua fan, ritrovo me stessa in tante
cose che scrivi e racconti, ogni donna dovrebbe esprimere
l'erotismo così, ma la cosa stupenda è ritornare da se stessi,
consapevoli di poter e saper godere in ogni modo e anche da
soli... il solo spogliarsi e piacersi, eccitarsi per se stessi è
la più grande soddisfazione raggiunta, ho adorato Diario di
una ninfomane, sì, una ninfa... che si è espressa al
massimo di sé... non finirò mai di ringraziarti per aver scritto
quel libro... il mio preferito!!! Con affetto, Luana |
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